ULEPE AGRIGENTO

Libertà vigilata (ART. 228 c.p.)

La libertà vigilata è la misura di sicurezza personale non detentiva, ordinata dal magistrato di sorveglianza nei casi stabiliti dalla legge, statisticamente più importante poiché il suo ambito applicativo è generalizzato, essendo essa applicabile a soggetti imputabili, non imputabili e semi-imputabili e spesso anche in alternativa con le altre misure detentive, in una vasta gamma di casi (art. 229-230 c.p.).

Alla persona in stato di libertà vigilata il giudice impone, ed eventualmente modifica, obblighi di condotta idonei ad evitare o limitare le occasioni di commissione di nuovi reati.
La sorveglianza della condotta e del rispetto di tali obblighi da parte del libero vigilato è affidata all’autorità di pubblica sicurezza e deve essere esercitata in modo da agevolare, mediante il lavoro, il riadattamento della persona alla vita sociale.

Nei confronti dei sottoposti alla libertà vigilata, l’ Ufficio di esecuzione penale esterna (UEPE)svolge interventi di sostegno e di assistenza al fine del loro reinserimento sociale.
La libertà vigilata non può avere durata inferiore a un anno.

In caso di trasgressione degli obblighi imposti, il magistrato di sorveglianza può aggiungere alla misura la cauzione di buona condotta o, in alcuni particolari casi, sostituire la libertà vigilata l’assegnazione ad una colonia agricola, o ad una casa di lavoro (art. 230 c.p.).

Nel linguaggio comune la libertà vigilata è spesso usata come sinonimo della libertà controllata che invece è una sanzione sostitutiva inflitta nei casi di reato di modesta entità oppure come conversione di una multa non pagata.